Gayvillage, considerazioni sparse.
July 5th, 2008

Sì: La location (addio auto che sfrecciano sulla via Colombo, davanti all’ingresso, col rischio di investire qualcuno); il prato con sedie, lontano dalla musica, per chi vuole chiacchierare o limonare; lo spazio, ridotto rispetto all’anno scorso, ma meno dispersivo; lo stand con i dolci (mangiato cannolo alla crema); l’entrata spaziosa (anche se non c’è gusto a entrare con l’accredito quando non c’è la fila :O); la security, davvero accurata, piazzata in ogni uscita, e nelle zone strategiche (è uno dei capitoli di spesa più rilevanti del Village); l’alto tasso di coppie eterosessuali, segno che quello non è il solito “ghetto”; Vincenzo Mingolla dal vivo rende meglio.


No: I parcheggiatori abusivi che infestano la zona, un vero cancro per questa città; il parco che circonda il village, trasformato in luogo di acchiappo e di accoppiamento carnale (oltre alla rinomata area intorno a Palombini); l’allestimento, preparato in fretta e con minore cura rispetto agli anni scorsi (i grossi cubi luminosi sembrano sparati là a casaccio); lo stand con le slot machine, di una tristezza unica, anche perché era sempre deserto; in alcuni punti l’illuminazione era pari a quella di una dark room.
Google e le scimmie stupide.
July 5th, 2008

Internazionale scivola su un banalissimo luogo comune, manco fosse Diva e Donna. “Google ci rende stupidi?”, è la domanda della copertina. L’immagine è quella di una scimmia. Ergo: le scimmie sono stupide. Non per fare il Quark della situazione, ma da quanto ne so si tratta di animali intelligentissimi.
P.s. E comunque sì: Google ci rende pigri, stupidi e detentori di una cultura grossolana e, spesso, piena zeppa di cazzate.
Anonimi/ Simpaticamente e in coppia.
July 5th, 2008


Duplice incontro da “segnalare”, ieri sera. Il primo, al giapponese Zen Sushi - si segnala litigata con cassiera, dopo attesa 40 minuti per sushi bar (e, per quanto mi riguarda, sarà l’ultima volta che ci andrò senza prenotazione). Un ragazzo che devo aver visto da qualche parte, in televisione. Il mio compagno di serata sostiene “Uomini e donne”. Poi in via del Corso, direzione Gayvillage, una simpatica coppia di giovani stranieri, in difficoltà con la mappa, di fronte alla nostra auto ferma - per scattare la foto - ci saluta.

Tigri tenerose.
July 5th, 2008
Il trip tigresco prosegue. Era meglio se invece che in Israele andavo a farmene un safari.
L’antisemitismo su Youtube.
July 4th, 2008
Non ci si deve impegnare troppo per trovare esempi di antisemitismo, più o meno esplicito, sulla piattaforma di Youtube. Spesso dettati dalla falsa consapevolezza che “ebreo” sia un termine denigratorio. E, ovviamente, dall’ignoranza. Un po’ come quando alle superiori si urla al compagno effeminato: “Sei proprio gay”. Così, due studentelli festeggiano a modo loro“i campioni dell’Italia ebrei” (il coro, per loro, è insulto). Qualcosa di analogo succede allo stadio, col Milan campione d’Europa: anche qui i soliti fascistelli urlano “i campioni d’Europa sono ebrei”. In un altro video, dal titolo “dormire come gli ebrei”, si allude alle condizioni di alloggio precarie (ovviamente si tratta di persone che non hanno mai visto i lager di Auschwitz). C’è poi chi tenta di fare il simpatico, creando uno squallido cartone, dal titolo inequivocabile: “Juden raus”. Un aereo, col simbolo del Reich, vola su una sinagoga, e sgancia una bomba. Ma in assoluto il video più disgustoso è stato postato in un Paese dell’est. Immagini di forni crematori, e altre amenità.
“Mamma ha detto di sì”.
July 4th, 2008
La mamma permette a questo bambino un sacco di cose. Guidare l’auto. Farsi fare un tatuaggio. Anche mettere il gatto nella lavatrice.
Singolare pubblicità di condom.
Se gli ebrei hanno paura di mostrare la kippah (a Roma).
July 4th, 2008

Alcune sere fa, riflettevo con alcuni amici ebrei sul fatto che a Roma non si sentano sempre sicuri a camminare in strada con la kippah, il tradizionale copricapo ebraico. Non è solo la paura di andare incontro a sgradevoli incontri – per fortuna sempre più rari – con qualche testa calda antisemita. No. E’ piuttosto per evitare quella sgradevole sensazione di sentirsi gli occhi puntati addosso. Per non so quale oscuro motivo, c’è un pudore, più o meno inconscio, che impedisce loro di esibire i segni del loro essere ebrei. E’ strano, perché il senso di appartenenza alla comunità, religiosa e sociale, è molto forte. A Roma, la kippah si vede solo in occasione delle cerimonie religiose, quasi sempre nel ghetto (a proposito: il termine ‘ghetto’ è evocativo di un passato di reclusione; perché non parlare semplicemente di ‘quartiere’?). Un paio di settimane fa l’ho vista indosso ad un uomo, in via Nazionale. Era un turista. A Los Angeles gli ebrei con la kippah si vedevano anche in luoghi non religiosi: al supermarket, nei parchi, leggendo un libro in un cafè di Santa Monica Boulevard. E’ di pochi giorni fa la notizia di un ebreo, massacrato di botte a Parigi, perché sorpreso con la kippah.
Non credo che Roma sia una città antisemita. Non lo è a livello di dichiarazioni ufficiali, dalla destra alla sinistra, anche se a volte, nel chiuso di una stanza ho sentito commenti e battute molto poco politically correct. Però ho come l’impressione che ci sia qualcosa in comune agli sguardi che accompagnano un uomo con la kippah e quelli che scrutano i gay radunati sulla Gay Street del Colosseo.
Cercasi assistenti di volo.
July 4th, 2008
Ricevo spesso email o commenti in cui mi si chiedono consigli su come diventare assistente di volo. Il miglior modo è quello di partecipare agli “open day”, giornate di recruiting organizzati dalle varie compagnie aeree. L’8 luglio, in particolare, ce ne sarà uno a Milano, per conto della Easy Jet, una delle compagnie low cost che preferisco. Perché? Sono gli unici ad aver mandato a vari Gay Pride una delegazione di assistenti di volo. Diciamo che sono considerati una compagnia aerea gay-friendly (cosa voglia dire, nel concreto, non lo so). Comunque, l’8 luglio appuntamento è alle 8.30 presso l’Ata Hotel Executive di via Don Luigi Sturzo 45. Si dovranno assumere 50 persone, da destinare al potenziamento dell’organico della base italiana (a Milano Malpensa), la più importante dell’Europa Continentale. La selezione si articolerà in prove individuali e di gruppo finalizzate a verificare il livello di padronanza della lingua inglese e le attitudini dei candidati. Quanti supereranno questo primo vaglio, saranno ammessi a sostenere un colloquio individuale in programma mercoledì 9 luglio. Per easyJet si tratta del terzo Open Day di selezione del personale organizzato nel corso del 2008. In totale gli aspiranti assistenti di volo selezionati durante i precedenti sono stati più di 100. Già oggi easyJet è il primo operatore nello scalo aereo milanese con il 19% di quota di mercato, 24 destinazioni domestiche e internazionali collegate e una flotta recentemente portata a 11 aeromobili, che diverranno 15 con l’arrivo del 2009. Attualmente i dipendenti easyJet a Milano Malpensa sono 340, ma è in programma di portare l’organico a 500 unità entro gennaio 2009. Inoltre, l’80% del personale di bordo è italiano. La compagnia opera attualmente con una flotta di 162 aerei su 385 rotte tra 103 aeroporti in 26 Paesi.
Amici per la pelle.
July 4th, 2008

Gruppi musicali.
July 3rd, 2008

Ideali per compleanni, cresime, battesimi, matrimoni, funerali. Soprattutto funerali.
Per bruciarsi i peli.
July 3rd, 2008
Un ragazzo ha inventato un nuovo metodo di rasatura: si chiama Fire Shaving. Con un accendino, brucia i suoi peli. Qui spiega come fare.
C’è una splendida scena in un film di Carlo Verdone, in cui il protagonista - ospite di una donna - decide di farsi la barba usando la sua ceretta. Tremendo.
Fenomenologia della passeggiata canina.
July 3rd, 2008
Minimo sindacale: Quando si vede che, alzando la coscina, non esce più niente (battuta di M.: “Ora gli serve un Carioca per marcare il territorio”); e quando ha fatto almeno una pupù: si torna a casa.
Sportivo: quello che il cane se lo porta a correre a Villa Borghese o Villa Ada. E gli fa fare pipì e popò tra una sosta alla fontanella e un semaforo rosso.
Abitudinario: il giro del palazzo è il suo percorso preferito. Conosce a menadito gli alberi che attirano il cane. Nei due/tre punti prestabiliti sgancia i rifiuti solidi organici.
Ansioso: Il cane non è incontinente. È il padrone ad esserlo, nella sua convinzione che tre ore siano troppe per il povero bubu. E quindi su e giù, anche solo per uno schizzetto di pipì.
Asociale: Nella sua personalissima cosmogonia, la sua creatura è una potenziale vittima degli altri quadrupedi. E, quindi, meglio tenerlo alla larga da quei cagnacci brutti e pelosi. Quando ti vedono arrivare col tuo cane, loro cambiano strada. Se siete vicini, ti chiedono di tenerlo stretto – anche se stai girando con un labrador-babà. Se per sbaglio il tuo cane lo annusa, iniziano a temere che possa montarlo/a.
L’incosciente: a che serve il guinzaglio? La museruola? Un inutile fardello. Nessuno sa dominare i cani meglio di lui, e quindi al suo “alt” il cane dovrebbe fermarsi. Si crede un addestratore, e ha la pretesa di saper governare ogni suo istinto, sessuale e aggressivo. Poi quando succede qualcosa di brutto, è sempre colpa del cane altrui.
Ricicla il tuo pranzo.
July 3rd, 2008

Il progetto si chiama “Replate” e, per adesso, viene pubblicizzato nella sola città di San Francisco. Si invita la gente a non buttare via i resti del loro pranzo/cena, ma a lasciarli in cima ai cestini per i rifiuti: in questo modo potranno essere consumati dagli homeless.
“Tanto non mi prendi”.
July 3rd, 2008

Ucciso dal condom.
July 3rd, 2008

Gerusalemme, ucciso da un 18enne.
July 2nd, 2008
C’è una storia nella storia, nell’attentato che oggi ha interessato la centralissima via Jaffa, a Gerusalemme. Un palestinese con documenti israeliani - ne hanno parlato tutti i siti di informazione - ha guidato un bulldozer contro un autobus, dopo aver travolto auto e pedoni. Il bilancio è stato di 3 morti. Ma a bloccare l’attentatore non è stato alcun reparto speciale. E’ stato un soldato libero dal servizio, Moshe Klessner. Il ragazzo ha 18 anni (nel video è quello con la t-shirt blu). E’ lui che sale sul trattore e spara all’attentatore, uccidendolo, tra gli applausi e le urla della folla. Il 18enne è fratello di un agente di polizia, che, lo scorso marzo, aveva ucciso un altro attentatore.
A 18 anni si è già grandi, quando si è in guerra.
La “caccia alle streghe” gay.
July 2nd, 2008

Il cantante Pete Wentz non è uno dei miei personaggi preferiti - un anonimo dal viso neanche troppo espressivo, diventato popolare. Ma nell’intervista concessa alla popolare rivista gay “Out” dice cose che non sono proprio insensate. Il ragazzo 29enne, che aspetta un figlio dalla compagna Ashlee Simpson, si dice vittima di una “caccia alle streghe gay”. Tutto il gossip sulla sua omosessualità nasce da alcune dichiarazioni, rese dallo stesso Wents, in cui si definiva “mezzo gay”. Nel maggio del 2007 ammetteva a “The Advocate” di essere sessualmente attratto dagli uomini, ma di non aver fatto sesso con un uomo, perché non era “un fan dei peni”. Ma ora non ne può più. “Quando esco per strada - dice - mi chiamano frocio. E’ la stessa cosa che mi capitava quando avevo 13 anni”. “C’è un clima da caccia alle streghe. Non so se serva a sconfiggere l’omofobia, oppure a ottenere più attenzioni. E’ come se non si vedesse l’ora di dire: ‘Quella persona è gay’”. Tornando alle sue vecchie confessioni: “Dire di aver dormito con degli uomini era una sorta di ribellione sessuale. L’ultima volta che ho fatto sesso con un ragazzo avevo 22 anni”.
Il bisogno di dare etichette sessual/sentimentali, di vedere il mondo in bianco o (senza ‘e‘) nero è qualcosa di intrinseco alla comunità gaya mondiale.
Se il cagnolino fa arrabbiare i musulmani.
July 2nd, 2008

Questa è la cartolina realizzata dalla polizia di una città scozzese, per informare i residenti circa il cambio del suo numero di telefono. Tutto ci si aspettava, meno una infuocata reazione della comunità musulmana del posto. Il motivo? Il cane è considerato “impuro” e, quindi, non è appropriato esibirlo in questo modo. Alcuni negozianti, spaventati da eventuali proteste dei musulmani, si sono persino rifiutato di esporre la cartolina informativa. “Non pensavam o di offendere la comunità musulmana - ha detto il portavoce della polizia - se lo abbiamo fatto, ce ne scusiamo con gli interessati”.







